Alle radici della Lega: come eravamo.
"Lombardia Autonomista", anno IV, n. 20, dicembre 1996
"SCUOLA COLONIALE BASTA!"
Spaventa i partiti romani
l’appello di LEGA LOMBARDA, LIGA VENETA e PIEMONT
"Scuola coloniale, basta!", il manifesto che chiede rispetto per le
nostre parlate, posto di lavoro per i nostri insegnanti e una scuola che crei
uomini liberi ha allarmato Roma.
Ecco allora interi Consigli Comunali approvare mozioni sul razzismo dei movimenti
autonomisti; ecco allora a montare il "caso" i più grandi quotidiani,
dal Corriere della Sera a La Stampa, a Il Giornale con giornalisti che conosciamo
da tempo per i loro articoli di totale ostilità contro i movimenti autonomisti.
Daltra parte non è un segreto che la stampa cosiddetta indipendente
è in realtà stampa di regime, strettamente legata ai partiti romani,
per cui è inutile aspettarsi da essa autonomia di giudizio.
Lultimo attacco in ordine di tempo, almeno finora, è stato quello
di un esponente del PRI, un avvocato meridionale residente a Milano che, evidentemente
alla ricerca di un attimo di pubblicità, ha presentato un esposto alla
procura milanese in cui ipotizza per quel manifesto.. listigazione allodio
antinazionale e simili reati di comodo.
Oltre ad autorevoli organi di informazione ed al tentativo di criminalizzazione
portato avanti da un uomo del partito di Spadolini, anche sul fronte più
propriamente politico le cose non vanno meglio.
Dovreste ad esempio vedere come si arrampicano sugli specchi i rappresentanti
dei partiti romani quando chiediamo la solidarietà sullordinanza
del Pretore di Saronno che aveva disposto il sequestro di tutti gli stampati
della Lega Lombarda "ovunque si trovino" nel presente, passato, futuro
con un provvedimento degno del più rigoroso sistema dittatoriale, per
reprimere e prevenire "idee illegali". (Capito? LAutonomia e
i diritti dei Lombardi sarebbero "idee illegali").
A parte il fatto che illegittima è risultata innanzitutto lordinanza
del Pretore che il Tribunale della Libertà ha ributtato immediatamente,
dichiarando tra laltro "abnorme" la decisione di sequestrare
per il futuro, a nessuno deve sfuggire che qui viene addirittura messo in discussione
il diritto alla libertà di opinione e di espressione garantito dalla
Costituzione Repubblicana.
Non è un caso che gli articoli del Codice Penale a cui questi signori
si appellano gravitino attorno allart. 271 C.P., mai applicato durante
la Repubblica e già inserito , come articolo da emendare, nella riforma
stralcio del Codice Penale presentata lo scorso luglio alla Camera. Sempre sullart.
271 C.P. (depressione del sentimento nazionale) il "Manuale di Diritto
Penale" dellAntolisei riporta testualmente che è stato inserito
nel Codice Penale del ministro Rocco PER COLPIRE GLI AVVERSARI POLITICI DEL
REGIME FASCISTA.
Sono tutte cose che i partiti sanno, ma tutti egualmente non battono ciglio
perché, come è sfuggito di bocca ad un rappresentante politico
nella commissione dei capigruppo del Consiglio Provinciale di Varese, prendere
in merito la posizione che la democrazia imporrebbe, è contrario allopportunità
e agli interessi dei partiti romani.
Ah! Povera democrazia, in che mani sei finita!
Gli Ordini del Giorno e le Mozioni sullart. 271 che noi presentiamo,
scivolano così di riunione in riunione, ogni volta per un cavillo diverso,
con i partiti che , spaventati dal degrado a cui hanno condotto la democrazia,
cercano di barattare il nostro silenzio sullepisodio in cambio del loro
silenzio sul "razzismo" della Lega Lombarda. Roba da matti!
Tutto ciò, comunque, non ci stupisce e non ci spaventa: i manifesti
firmati dalla Lega Lombarda, Liga Veneta ed Union Piemonteisa hanno palesato
lemergere di una grande coscienza popolare che è cementata dallalleanza
delle tre forze per la libertà.
Logico che chi da sempre difende i privilegi e pretende di farla da padrone
in CASA NOSTRA cerchi di colpirci.
Ma la nostra gente ha ben capito dove sta la ragione.
Lappuntamento è alle prossime elezioni quando sarà loccasione
giusta per contarci e dovremo essere in tanti perché siamo stufi di subire
passivamente, siamo stanchi dei razzisti che gridano al razzismo, siamo stanchi
dei democratici di facciata per i quali libertà e liberticidio pari sono.
Scusate, ma sono poi veramente passati i tempi dellinquisizione? E, diteci,
vivono ancora il ministro Rocco e suoi giannizzeri? E i terminali del "Grande
Fratello" di Orwell dove sono nascosti?
Lombardi, la vittoria non sfuggirà e sarà grande.
Umberto Bossi
a milano 15.000 sfratti
Lo sfrattato vale meno
di un immigrato
Dopo anni di continue proroghe la vicenda degli sfratti per finita locazione
o per necessità del proprietario è arrivata al suo naturale epilogo.
A Milano sono ben 15.000 gli sfratti programmati nei prossimi mesi e gli ufficiali
giudiziari, spesso con laiuto della forza pubblica, sgombrano gli inquilini
al ritmo di decine al giorno.
Indubbiamente pesa su questa situazione l"equo canone", una
legge di compromesso che ha prodotto, nella maggior parte dei casi, soprattutto
unaltissima conflittualità giudiziaria tra inquilini e piccoli
proprietari, spesso in identiche condizioni di reddito.
Ma a Milano altri sono gli aspetti che hanno senzaltro contribuito ad
aggravare e a drammatizzare il terremoto degli sfratti.
La principale responsabilità è certamente della politica della
casa attuata dai partiti romani.
Fa parte di questa politica, ad esempio, il provvedimento di sanatoria di cui
hanno beneficiato fino al 1983 ben 2.500 occupanti abusivi, in gran parte di
origine meridionale, entrati con forza e con frode negli appartamenti I.A.C.P.
E pure conseguenza di questa politica un altro migliaio di occupanti
abusivi dopo l83, così come lalto tasso di morosità
daffitto degli inquilini dello I.A.C.P., nonché il dilagare della
pratica del subaffitto.
Quanti cittadini rispettosi delle leggi hanno perso il diritto alla assegnazione
dellalloggio, pagando sulla loro pelle linettitudine, per non dire
di peggio, di chi avrebbe dovuto far rispettare le leggi?
Considerazioni che non sembrano interessare più di tanto la Giunta Comunale
che, mentre si sobbarca il mantenimento di oltre 2.500 sfrattati negli alberghi
cittadini, si accontenta di ottenere dal governo di Roma un provvedimento di
graduazione degli sfratti e uno slittamento della data di sfratto, che tuttal
più rinviano il problema di qualche mese.
E evidente che i partiti romani rappresentati nella Giunta Cittadina
non hanno nessuna intenzione di mettere in discussione uno degli aspetti più
paradossali della legge regionale sulla disciplina dellassegnazione degli
alloggi di edilizia popolare.
Questa legge attribuisce 4 punti a chi è nella semplice condizione di
sfrattato, e da 6 a 7 punti a chi ha la residenza in una località lontana
più di due ore con ordinari mezzi di trasporto ed è in condizione
di coabitazione e di sovraffollamento. Vale a dire la condizione di un immigrato
degli anni 60, quando per intenderci non cerano 300.000 disoccupati
in Lombardia.
Ai rappresentanti della partitocrazia non interessano molto gli sfratti di
tanti anziani milanesi, buttati fuori dalle vecchie case del centro di Milano
e abbandonati a sé stessi.
Certamente una classe politica sbagliata, che non si è ancora accorta
che è finito per sempre il modello di sviluppo basato sulle immigrazioni
e che le leggi che regalavano la casa popolare allimmigrato, discriminando
il residente, devono essere sostituite.
I nodi vengono dunque al pettine e la mancanza di autonomia si fa sentire così
pesantemente da urtare i più elementari sentimenti di giustizia e di
buon senso.
Solo una condizione di autonomia potrebbe cancellare queste leggi ingiuste
e punitive nei confronti dei Lombardi. Ma per ottenere lautonomia bisogna
lottare. Roma e i suoi partiti non ci regaleranno niente.
Roberto Ronchi
La truffa delle pesche nel Sud
Rubati 10 miliardi alla cee
Gli autonomisti hanno sempre sostenuto lerroneità della politica
agricola della Comunità Economica Europea che, sbalestrata comè
a concedere privilegi al Meridione, castiga pesantemente i produttori lombardi.
Ma la politica agricola della Cee non solo è sbagliata, ma facendo acqua
nelle maglie dei controlli, ha permesso più di una volta che la malavita
organizzata del Sud - vedi i risvolti dello scandalo del metanolo - trovasse
i punti deboli entro cui inserire la propria azione delinquenziale.
E quanto si è scoperto nei giorni scorsi, quando è stata
scoperta lenorme truffa messa a segno dal "re delle pesche"
che tramite i contributi Aima sarebbe riuscito a truffare oltre 10 miliardi
alla Cee.
E una tipica storia calabrese, con il classico odore di ndrangheta.
La Tributaria gli è piombata addosso allimprovviso. Lui, Francesco
XYZ, 55 anni, di Roccella Jonica, si era fatto ricoverare in clinica per prendere
tempo e fare calmare le acque. Adesso è a Regina Coeli. E uno dei
"cervelli" della truffa delle pesche sciroppate e dei pomodori pelati.
Una truffa da 10 miliardi frodati alla Cee attraverso i contributi dellAima
(lAzienda di Stato per gli interventi nel mercato agricolo).
Uninchiesta avviata due settimane fa dai carabinieri e dalla guardia
di finanza e che ora promette sviluppi e coinvolgimenti clamorosi: si parla
di camorra e ndrangheta. Ma è unipotesi da accertare.
Il sistema è già noto ed è saltato fuori nel Sud più
di una volta. XYZ, attraverso la sua ditta di Pomezia, la XYWK, fabbricava migliaia
e migliaia di fatture, bolle di accompagnamento ed operazioni commerciali varie.
Tutte, naturalmente, nel settore delle pesche sciroppate e dei pomodori pelati.
Inventava grossi acquisti di materia prima presso cooperative agricole compiacenti.
Poi, passava tranquillo alla cassa dellAima e riscuoteva i sostanziosi
contributi comunitari.
La tributaria già teneva XYZ sottocchio. Uomini della finanza
si sono abilmente infiltrati nellorganizzazione ed hanno fatto delle belle
scoperte. Ad esempio, 18 mila tonnellate di pesche e 16 mila di pomodori, ufficialmente
acquistati dalla XYWK, non sono mai arrivati negli stabilimenti di Pomezia.
O meglio, ne è arrivata solo una piccolissima parte, per di più
trasportata con piccole autovetture e camion a pezzi con le targhe addirittura
dimesse.
La truffa delle pesche sciroppate, insomma, si va gonfiando di giorno in giorno.
Sul tavolo del sostituto procuratore della Repubblica, che ha ordinato larresto
di XYZ (e nei giorni scorsi ha denunciato 4 persone a piede libero), carabinieri
e finanza ammucchiano decine di rapporti su aziende di Lazio, Calabria, Basilicata
e Campania.
Lombra della mafia calabrese e dei clan camorristi incombe minacciosa.
Una serie di riscontri ne mostrerebbe la "mano". La XYWK per esempio
ha evitato parecchi controlli incrociati con altre aziende consorelle. Queste,
chissà come, negli ultimi giorni hanno denunciato il furto o addirittura
lincendio di tutta la loro documentazione amministrativo-contabile. Quintali
di prove andate in fumo.
Roberto G. Vaglio
Precedenza ai residenti nei posti di lavoro
In Sicilia è regola
In Lombardia è proibito!
Banco di Sicilia
Istituto di Credito di Diritto Pubblico
Patrimonio e fondi rischi: L. 1.100.537.336.867
selezione per lassunzione
di 25 impiegati di 1a CATEgoria da adibire
a mansioni di aiuto programmatore
Il Banco di Sicilia indice una selezione, riservata ai residenti nella Regione
Sicilia, per lassunzione di 25 impiegati di 1a categoria, da adibire a
mansioni di aiuto programmatore.
Le modalità e i criteri per la partecipazione e lammissione sono
desumibili dal bando, che potrà essere ritirato presso lAmministrazione
centrale in Palermo o presso le Filiali dellIstituto. Il termine per la
presentazione della domanda, da compilarsi esclusivamente sul "modulo di
domanda" allegato al bando, scadrà il 15 maggio 1986.
Questa inserzione è apparsa Domenica 13 aprile sui principali quotidiani.
In Sicilia riservare i posti di lavoro ai residenti è un diritto acquisito
mentre se sono i Lombardi a reclamare lo stesso diritto sono accusati di RAZZISMO.
Questa è la dimostrazione che in Italia esistono cittadini di serie
A e cittadini di serie B. E inutile specificare a quale categoria appartengono
i Lombardi secondo il Governo di Roma.
Ma non subiremo in eterno!
SCEGLI UNA POLITICA "A LA LOMBARDA": TRASPARENTE E ONESTA
COME LA TRADIZIONE DEL NOSTRO POPOLO CI HA INSEGNATO!
Contro la frenesia fiscale di Roma
difendiamoci con lautonomia regionale!
"Se vuoi la pace prepara la guerra" erano soliti dire gli invasori
romani. La pace che desideravano era però particolare: per averla era
condizione necessaria la completa disfatta dei nemici della latinità.
Oggi i "novelli cesari" invocano la conclusione positiva della annosa
battaglia contro i guasti dellinflazione e della recessione. La fase finale
di questa guerra consiste in una ulteriore e indiscriminata stretta fiscale
rappresentata dalla tassa.
Chi legge sa bene che questo esempio è pertinente e non qualunquista
né tanto meno demagogico.
La tassa sugli interessi di BOT e CCT ridurrà la resa effettiva dallattuale
11-12% all8-9% del 1987 con un beneficio per lerario di poco meno
di 9.000 miliardi sottratti al bilancio famigliare dei piccoli risparmiatori.
La tassa sulla salute preleverà il 7,5% del reddito di artigiani, commercianti,
liberi professionisti ed imprenditori per un importo che copre solo in minima
parte gli sprechi dovuti alla cattiva gestione del servizio sanitario.
Già nellanno scorso le spese dello Stato sono state superiori
al prodotto interno lordo: è noto a tutti, ammesso dai ministri e propagato
dai mass-media, che la spesa pubblica è alta perché aggravata
da sperperi, pessima amministrazione, sovvenzioni finite vergognosamente alle
organizzazioni mafiose che spesso sono legate a questo o quel partito.
Lallegra brigata dei governanti romani ha forse concepito come soluzione
lordine, la serietà e la moralizzazione della spesa pubblica? Tuttaltro;
nuovi gravosi prelievi dalle tasche dei contribuenti per mantenere le fradice
strutture corrotte in cui pullula il parassitismo vitale alle organizzazioni
partitiche.
Dallalto dei colli fatali, con gli occhi persi nelle faide di potere,
i politici trovano comodo e tutto sommato logico infierire su chi in fondo limita
la propria reazione a sporadici mugugni.
Il pensionato che integra la pensione con 2 BOT da 5 milioni si troverà
nel 1987 con 400.000 lire in meno che dovranno essere detratte dal suo magro
bilancio. Dato che le spese generali, luce, gas, affitto, canoni, manterranno
lattuale incidenza (sempre che non aumentino), la tassa andrà a
detrimento del suo benessere: il vitto, labbigliamento, le piccole spese
che rendono più accettabile la vita di un vecchio. A questo avevano pensato
i parlamentari italiani quando quasi allunanimità votavano la nuova
gabella?
l fatto che il governo tamponi le emorragie dovute alla sbagliata gestione
della cosa pubblica prendendosi gioco degli umili e degli indifesi è
una cosa che riempie di sdegno e di rabbia.
Per dover di movimento indipendente ed autonomista dobbiamo mettere in guardia
chi soffre gli effetti della nuova stretta fiscale: molti cercheranno in un
prossimo futuro di trarre vantaggio dal vostro scontento, di incanalare la vostra
protesta ad esclusivo interesse di qualche marpione di partito.
Dichiareranno una verginità che non hanno mai posseduto per portare
invece acqua a quello stesso mulino che macina e disperde i soldi delle nostre
tasse.
I Lombardi sanno bene che alcuni dei principali obiettivi della Lega Lombarda
sono di natura economica:
- reinvestimento del 90% del gettito fiscale nella nostra Regione;
- pensionamento su base regionale.
Sono obiettivi finalizzati allautonomia regionale che significa gestione
della previdenza, della sanità, della spesa pubblica non secondo i canoni
della partitocrazia romana, ma con i sani princìpi tradizionali della
nostra Lombardia.
Le bugie dei partiti non sono più sufficienti a mascherare il modo vergognoso
in cui ci governano.
La nostra protesta deve finalmente trovare la sua naturale cassa di risonanza
nella ferma richiesta dellautonomia del Popolo Lombardo.
Roberto G. Vaglio
LA TASSA SULLA SALUTE E UNA NUOVA "TASSA SULLA MAFIA"?
Proprio negli stessi giorni in cui i contribuenti lombardi sono alle prese
con la famigerata tassa della salute ecco che scoppia lo scandalo delle fustelle
del Sud che, stando alle circostanziate accuse, dimostrerebbe che, per una truffa
colossale, lo Stato ha regalato miliardi a mafia, camorra, ndrangheta,
criminalità organizzata. Sul "fronte salute" al Sud questo
non è lunico scandalo: ci sono stati i 18.000 falsi invalidi e
lo svuotamento delle disponibilità regionali per i ticket, senza dimenticare
poi lo scandalo legale che vede il ticket del Mezzogiorno, per una sorta di
diritto allimmunità su base regionale, praticamente dimezzato rispetto
al nostro.
Mentre, insomma, sulla salute si accanisce uno Stato salassatore che prende
certo più del sopportabile, dallaltro si viene a sapere che, sul
fronte Sud, la mafia ha aperto una voragine.
Nel contribuente salassato del Nord si è fatta ampiamente strada lipotesi
che questa nuova tassa sia stata in qualche modo inventata per tappare le crepe
che la putrida talpa mafiosa ha aperto nelle casse della sanità.
Insomma, la gente vede questa tassa come una tassa sulla mafia. Come dire che
dobbiamo pagare lincapacità dello Stato ad aggredire e distruggere
il mostruoso ragno che tesse la sua tela di potere ormai dal Sud al Nord.
E non basta.
Incapace a programmare, impegolato nellassistenzialismo e el buco senza
fondo di partecipazioni statali decotte o di Casse del Mezzogirno sciolte di
nome ma inghiotti-miliardi a pieno ritmo di fatto, lo Stato non trova di meglio
che spremere in modo pesante chi lavora, chi prodduce, chi onestamente si guadagna
da vivere.
E ben vero che oggi il fisco al servizio di interessi lontani dai nostri
bisogni reali è la nuova schiavitù: ogni cittadino che lavora,
dipendente o autonomo, ha diritto a raccogliere i frutti del suo sacrificio.
In realtà oggi lo Stato preleva, tra fisco e contributi, il 47 per cento
del reddito. Come dire che ognuno di noi che lavora, suda fino al 26 giugno
di ogni anno per lo Stato. Stato sprecone e, tra laltro, che mostra di
avere sempre un occhio di benevolo riguardo per coloro che godono, non ci stancheremo
mai di ripeterlo, della fortuna di essere residenti o originari di certe regioni
dove labuso edilizio gode comunque di rinvio nei condoni, dove contributi
piovono senza fine, dove il posto sostituisce il travaj.
Se il cittadino vede la nuova tassa sulla salute come una tassa sulla mafia,
più in generale si rende conto che questo prelievo di ricchezza dove
cè lavoro per gettarlo al vento è uningiustizia e
un crimine. Logico che poi leconomia vada a rotoli: se si strozza chi
produce (adesso con la tassazione dei BOT anche chi risparmia) si prelevano
ricchezze, si impediscono investimenti, si creano le condizioni per una crisi
che è dietro langolo.
Ma il cittadino è cosciente di queste ingiustizie, anche perché
le paga sulla propria pelle, non sa che fare.
Certo mugugna, magari protesta, ma poi?
Gli Autonomisti ritengono che la protesta del contribuente debba avere sbocchi
chiari e raggiungibili. Tuonare contro il fisco non basta: possono farlo magari
- demagogicamente - politici dei vari partiti impegolati nei giochi di potere
di Roma. E allora?
Allora è evidente a tutti che solo la conquista dellAUTONOMIA
REGIONALE può tagliare le unghie rapaci di un prelievo fiscale tanto
esteso quanto ingiustificato. Con lAUTONOMIA i nove decimi delle tasse
resterebbero qui, sotto controllo, e potrebbero via via ridursi, perché
noi Lombardi, da secoli, sappiamo comprimere i costi dei servizi.
LAutonomia è ormai la sola arma di difesa del contribuente da
balzelli e da appetiti parassitari.
Una Lombardia autonoma, alla pari del Sudtirolo e della Valle dAosta,
vedrebbe diminuire le tasse e, ciò che più conta, vedrebbe finalmente
i nostri soldi ben spesi.
Roberto Gremmo
LEGA LOMBARDA, LIGA VENETA, UNION PIEMONTEISA:
3 forze alleate per la libertà dei popoli padano alpini
Programma della Lega Lombarda
Per lautogoverno della Lombardia, superando lo Stato centralizzato con
un moderno Stato federale che sappia rispettare tutti i popoli che lo costituiscono.
Per la riaffermazione della nostra cultura, storia, della lingua lombarda, dei
nostri valori sociali e morali. Contro ogni attentato alla identità nazionale
lombarda. Perché accanto al tricolore venga sempre esposta la bandiera
storica della Nazione Lombarda (croce rossa sul fondo bianco).
Per la precedenza ai lombardi nella assegnazione di lavoro, abitazioni, assistenza,
contributi finanziari. Perché ogni tassazione sia uguale per tutte le
regioni e non si verifichino ancora truffe come quella del "Condono"
e del "Ticket" sui medicinali che al Sud costano la metà che
in Lombardia.
Perché i frutti del lavoro e le tasse dei lombardi siano controllati
e gestiti dai Lombardi, attraverso lorganizzazione di un sistema finanziario
simile a quello in via di attuazione nel trentino e nel Sud Tirolo.
Per la difesa e un proporzionato sviluppo di industria, artigianato e agricoltura:
patrimonio di lavoro e di civiltà inalienabile del popolo Lombardo.
Per un sistema pensionistico lombardo che garantisca lintoccabilità
della pensione dei nostri lavoratori, minacciata dalle numerose pensioni di
invalidità distribuite nel Meridione.
Perché lamministrazione pubblica e la scuola tornino ad essere
gestite dai Lombardi e non snaturalizzate.
Perché i nostri ragazzi possano compiere il servizio di leva in Lombardia
come avviene già adesso per i giovani del Sud Tirolo.
Perché la giustizia in Lombardia combatta con efficacia e con adeguati
strumenti delinquenza, mafie, racket.
Contro la devastazione e la svendita del nostro territorio, plasmato e difeso
dalle generazioni precedenti, patrimonio che abbiamo il dovere di trasmettere
integro alle prossime generazioni.
Contro la mentalità opportunistica dei partiti romani, contro la conseguente
degradazione della Lombardia.
Per la costruzione di unEuropa fondata sullautonomia, il federalismo,
il rispetto e la solidarietà diretta tra tutti i popoli, e quindi tra
i Lombardi e ogni altro popolo.
LA VOS DE TUCC
Al segretario della Lega Lombarda
EL PREDICADOR DI FRAA
Lustrissim Direttor,
second mì (54 ann, pensionaa, nassuu a Biegrass), te ghe vet tropp adoss
ai teroni. Te esageret on po.
Sì, dacord, hinn quell che hinn, on po per colpa soa de
lor ma, tanto, per colpa de tanti alter delinquent che j hann sfruttaa e minga
domà quei de la soa razza.
Quand sè ignorant, non semper lè perché sè
voruu restà ignorant ma, gran colpa, lè de quei chhann
poduu tegnitt ignorant.
E alora, perché ciapàsela inscì tanto cont i pover teroni.
Quei chhinn chì, lè perché hinn scappaa dal
sò paes. Hann cercaa dandà a stà mèj e questa,
second ti, lè forsi da condannà? Pruva mèttes in
di sò pagn. Mhann portaa via l post? Ma nanca per sogn. Hann
troaa quel che numm èmm lassaa indree o èmm voruu lassagh. Lè
gent brutta? Sèmm dacord. Lignoranza la fà minga diventà
bèi. Ma fra cinquantann o sarann diventaa lombard anca lor, col
nostraiutt sintend, opur sarèmm staa trasformaa in ona tribù
in estinzion, come i indian dAmerica. I politich? Ma chi lè
che j ha votà: numm!
E, alora, ciapèmosela con numm e basta!
Se i veri Italian ghavesser verament verament la voeuja de stravaccà
i robb, batariss che ciapàssen trenta Valdostan o altrettant Altatesìtt
de mett al post de qui noeuvcent e passa onoreul che ghè a Montecitori.
Vacca, se i robb i cambiarissen!
Lega Lombarda, sì, me sta ben. Ma varda che ghèmm in gir
di omen nostran che hinn pesg di teroni.
Te saludi e fa l brao.
LAlberton - Rho (MI)
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Cas. Post. 1625 - 20123 Milano - Conto Corr. Post. abcdefgh
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