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Albertino Cultura- Carlo Cattaneo
IL DIRITTO FEDERALE

 

Di Carlo Cattaneo, tratto dal Proemio al terzo volume dell'Archivio triennale delle cose d'Italia, poi ristampato in Scritti politici ed epistolario.

 

I padri nostri videro bene nella religione del Dio Termine la sicurtà e santità dei beni domestici e della società municipale; ma non seppero valersene alla sicurezza e santità d'altri beni più sublimi e d'altra pur necessaria e più vasta società. Che importerebbe ma la ineguale ampiezza delle giurisdizioni, in seno ad un'Italia tutta libera e tutta armata? Siffatte distribuzioni non sarebbero mai di maggiore inciampo che non siano in seno alla Chiesa i vescovati e gli arcivescovati. In cinquecento e più anni dacché fu proferito il giuramento dei Grutli mai Svitto non pensò a dolersi che Untervaldo e Uri volessero essere, al pari di lui, padroni in casa loro. Mai la vasta Virginia e la Pensilvania non insidiarono per amore di maggior concordia gli Stati, venti o trenta o cinquanta volte men vasti, di Rhode Island e di Delaware. I confini delle giurisdizioni, quali li fece la lunga serie degli eventi, rappresentano da lungi una diversità d'origini felicemente obliterate dalla lingua comune; e rappresentano dappresso la varietà delle legislazioni, dei costumi, dei dialetti, e l'abitudine dì moversi intorno a certi nodi naturali di commercio. Il turbare d'improvviso e senza necessità quest'ordine di movimenti e di funzioni, a cui tutti i calcolì delle famiglie sono coordinati, è più grave danno che non si creda; rende amare ai popoli le primizie della libertà; e in procinto di guerra , dissipa le loro forze e i loro pensieri. Nel volume si vede, come gli abitanti della Lunigiana, staccati poco prima dalla Toscana e aggiunti a Parma, si lagnassero delle insolite leggi: " Corre il sesto mese dacché siamo in una posizione sommamente deplorabile ". Le varietà quasi familiari degli Stati Uniti nulla tolgono alla coscienza nazionale, rivelata a se stessa e ogni giorno viepiù stimolata; e se anche alcuna cosa le togliessero, converrebbe pure, rimosso ogni ostacolo ai confini, lasciare ai commercio, al tempo, alle idee, e alle innovazioni deliberate in comune, l'ufficio di cancellar tali tradizioni senza danno e senza dolore.

Ma nel 1848 non si trattava già della lenta opera delle legislazioni, bensì dell'urgente e ardente guerra straniera, alla quale importava recar subito da tutte le parti d'Italia la maggior somma di gente e di danaro. Nella recente guerra svizzera, quando il cantone di Vaud pose in armi il dieci per cento della sua popolazione, gli altri cantoni che non fecero altrettanto, non poterono però averne timore o sospetto; anzi applaudirono con tutto l'animo al generoso esempio che accresceva le forze comuni. Tale è l'effetto dei principio federale e fraterno. A quella prima campagna il Piemonte apportò da 40 a 50 mila uomini, ossia l'uno per cento del suo popolo, ch'è quasi un quinto della nazione.

Se la sacra potenza d'un Patto avesse mosso tutta Italia a rispondere al primo invito di Milano combattente e fare altrettanto (e non era gran prodigio, era la decima parte di quanto poté fare la repubblichetta di Vaud), avremmo avuto in breve termine di tempo 250 mila uomini, e fra essi un qualsiasi numero di veterani stranieri, che d'ogni parte si offrivano. Inoltre in guerra non è tanta la difficoltà di far gente e armarla e addestrarla, quanto di traslocarla e provvederla. Perloché i popoli che sono più vicini al campo di battaglia possono facilmente opporre al nemico masse maggiori. Così poté Corno, colle forze d'una parte sola della provincia e di pochi Ticinesi, conquidere un presidio di 2000 soldati. E Brescia, nel 1797, aveva potuto dare 5000 fanti, 600 cavalieri e i cannonieri di una batteria che Bonaparte le aveva donata; il che faceva allora circa il due per cento di quella provincia. E non solo la vicinanza - la comodità, ma il più vicino e più fiero pericolo doveva chiamar più gente all'armi nella ribelle Brescia e nella ribelle Milano che non nel Piemonte; il quale era chiamato a combattere per comando di principe e per onor comune e dover di nazione, e per assicurare dall'oppositore straniero 13 riforma delle sue istituzioni e il suo progresso; ma non aveva a temere confische e supplizi e altre barbare vendette. Or bene, se per federale accordo si fosse mossa tutta Italia a far quanto il Piemonte, se il Lombardo-Veneto e i Ducati avessero fatto più ancora, la parte di forze che il Piemonte avrebbe mostrata in' campo sarebbe stata appena un quinto o un sesto del tutto. Ma la sua preminenza militare sarebbe allora svanita; allora la spada d'Italia non sarebbe stata una sola ; allora ad un solo principe non si sarebbero potute aggiudicare le spoglie dello straniero e quelle dei congiunti di Parma e di Sicilia. Dal principio dell'egemonia veniva per logica conseguenza che al Piemonte dovesse tornar molesta ogni maggioranza di soldati e i generali che non fosse de' suoi, epperò ch'esso dovesse escluder dal campo tre quarti delle forze nazionali. Tale è la differenza pratica tra il principio della federazione e quello dell'egemonia, tra quello dell'eguaglianza e quello della preminenza, tra quello dell'emulazione e quello della gelosia! Ognuno vede che questa fallace politica veniva fomentata nel governo piemontese dal proposito suo inopportuno d'acquistar a primo tratto nuove provincie; e che questo proposito non avrebbe potuto giustificarsi né tampoco prodursi alla luce dell'opinion pubblica, se l'unione non fosse parsa a molti, non usurpazione, né insidia, né pomo della discordia, come sembrò ai Parmigiani , ma un pratico avviamento all'unità; insomma, se l'idea dell'unità non avesse di lunga mano preoccupate le menti. A questa dunque si deve riferire e imputare tutta quella tenace catena d'errore, di disordine e di meravigliosa impotenza. E già prima che l'insurrezione avesse principio, un profetico scritto, benché con inutile e ingrata veracità, ne aveva ammonito l'Italia: " L'hypothese de l'unité s'attacherait nécessairement à un prince, à une famille royale, elle inspirerait à tous les princes menacés l'alliance de l'Autriche; elle envelopperait l'oeuvre de l'indépendance dans le mystère d'une cour; la discorde serait dans le camp avant le combat ".

Che se il Piemonte solo o quasi solo, ma con deliberata e audace strategia, e coi favore immenso dei popoli, avesse saputo ripetere intorno a Mantova i prodigi del gran capitano, e vincere con cinquantamila soldati, vincere con una sola spada, e a profitto d'un solo, e trapassare dall'unione d'una o d'altra provincia ad una improvvisa e gloriosa unità; non credano gli esuli che avrebbero perciò fondata la liberta'. Pur troppo lo dimostra l'esempio della Francia e della Spagna, a cui la libertà sanguinosamente conquistata sfugge eternamente di mano, per effetto delle immani forze accumulate in mano ai governi, mentre viceversa nella Svizzera e nell'America, ove ogni singolo popolo tenne la sua padronanza, Fa liberta' , dopo un primo a acquisto non andò più perduta. Tale e' la virtùdei principii, fuor dei quali ogni sforzo di valore e di sacrificio è vano. Né giova illudersi col dire che questi non siano principii: son principii anche essi di diritto; sono per lo meno principii di politica; e la politica è la necessaria tutrice del diritto; e principio è tutto ciò che genera conseguenze. Né giova illudersi col dire che, per poco che si aggiunga, e per poco che si tolga, la federazione viene bel bello a confondersi coll'unità poichè in tutte le faccende del mondo il passaggio da cosa a cosa si fa per gradi; e talmente per gradi si procede dalla pianta all'animale e dalla foglia al fiore e al frutto, che la scienza non può additare il punto ove il passaggio avviene. Non per questo alcuno cambierà mai il fico colla foglia o la pecora coll'erba che la pasce, o la paterna presidenza di Washington colla truce dittatura di Cavaignac. E' l'antico sofisma dei cumulo.

Sempre in preda a precipitose astrazioni, vedono nel mondo gli individui; poi le famiglie, ed è gran ventura; poi vedono anche il comune, ossia l'azienda, unita d'un centinaio forse di famiglie, e nel più de' casi, combinazione pressoché domestica e privata. Poi chiudono gli occhi per tutti gli altri internodi e ricapiti dell'umana società; balzano d'un tratto alla nazione, ch'è quanto dire, alla lingua. Ignorano lo Stato e le sue necessità. Dunque se una medesima lingua domina le Isole Britanniche, la Pensilvania, la California, l'alto Canadà, la Giamaica, l'Australia, per essi v'è solamente a far somma d'un maggior numero di famiglie e di comuni. Dunque il parlamento britannico non ha da far leggi; il congresso americano sogna d’aver leggi da fare; tanto è più superflua una legislazione provinciale per i fratelli della Pensilvania e i venturieri della Calífornìa; la torrida Giamaica non debbono aver leggi proprie, che rispondano ai luoghi e alle tradizioni e alle varie mescolanze degli uomini e alla varia loro coscienza; l'Australia debbe aspettare in eterno ogni provvedimento da' suoi antipodi, perché parla la stessa lingua, e fa secoloro una sola nazione!

No, qualunque sia la comunanza dei pensierì e dei sentimenti che una lingua propaga tra le famiglie e le comuni un parlamento adunato in Londra non farà mai contenta l'America; un parlamento adunato in Parigi non farà mai contenta Ginevra; le leggi discusse in Napoli non risusciteranno mai la giacente Sicilia, né una maggioranza piemontese si crederà in debito mai di pensar notte e giorno a trasformar la Sardegna, o potrà rendere tollerabili tutti suoi provvedimenti in Venezia o in Milano. Ogni popolo può avere molti interessi da trattare in comune con altri popoli; ma vi sono interessi che può trattare egli solo, perché egli solo li sente, perché egli solo li intende. E v'è inoltre in ogni popolo anche la coscienza del suo essere, anche la superbia del suo nome, anche la gelosia dell'avita sua terra. Di là il diritto federale, ossia il diritto dei popoli; il quale debbe avere il suo luogo, accanto al diritto della nazione, accanto al diritto dell`umanità.

Uomini frivoli, dimentichi della piccolezza degli interessi che li fanno parlare, credono valga per tutta confutazione del principio federale andar ripetendo che è il sistema vecchie repubblichette. Risponderemo ridendo, e additando loro al di là d'un Oceano l'immensa mensa America, e al di là d'altro Oceano il vessillo sventolante nei porti dei Giappone.

 

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