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Le
Pusterle di Porta Vercellina
Pusterla
San Nicolao è forse la meno documentabile delle
aperture verso la campagna. Alcuni accenni fanno pensare anche
ad altri accessi così procurati ai giardini locali o ad
uscite di soccorso del castello che venivano usate durante il
lunghissimo assedio del 1707.
Pusterla
Giovia che apriva laccesso del vicolo Porlezza sul
fianco della via San Giovanni sul Muro, che imetteva in un dedalo
di viuzze rivolte verso il centro della città. Lattribuzione
non sembrò mai sostenibile, documenti alla mano. La pusterla,
citata dal Fiamma, verosimilmente aperta con un solo arco e con
torre soprastante, dovette scomparire quando vennero intrapresi
gli adattamenti del Castello. Sia perché alla grande fabbrica
nuova occorreva libertà dazione e di tiro, sia perché
nessun castellano lascia in piedi una torre a pochi passi dalle
sue.
Pusterla
delle Azze. Situata allincirca contro il fabbricato
di Foro Buonaparte 52, dovette scomparire, quando verso il 1570,
gli Spagnoli arricchirono il Castello dei loro sei bastioni.
Poco a monte
della Pusterla delle Azze, il Nirone, entrando in città,
doveva necessariamente sottopassare il Naviglio. Può darsi
che le opere complicate e sovrapposte abbiano originato quel dispregiativo
Pontaccio, che ancor oggi viene conservato nella parlata milanese
e sulle targhe stradali.
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