PADANIA FREEDOM CAMPAIGN
Associazione Culturale Internet Padano - Pro Lombard
PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER IL RICONOSCIMENTO DEI DIALETTI COME LINGUE PARIFICATE ALL'ITALIANO

 

di NanniFalconi e Roberto Bolognesi
di Limba Sarda


Egregio Presidente Carlo Azeglio Ciampi,

Coloro che Le scrivono, Sardi e non Sardi, linguisti e non linguisti,
accademici e non accademici si erano in origine uniti con l'intenzione di
chiederLe di firmare la legge n. 3366 sulle Minoranze Etniche e Linguistiche
approvata definitivamente da Parlamento Italiano in dat 25 Novembre 1999.

Visto che Lei ci ha provvedenzialmente preceduto, ratificando questa legge
necessaria, approfittiamo di quest'occasione per esprimerLe la nostra
soddisfazione per la Sua decisione.

Riconoscer e tutelare la cultura e la lingua
Sarda,Friulana,occittana,Valdostana,germanica,Franco-Provenzale,Slovena,Alba
nese,

Croata,Catalana,Grecanica e Ladina presenti sul territorio dello stato
Italiano, non va contro la lingua Italiana standard. La tutela della
diversità, è segno di libertà, di apertura, di vera multicultularità, di
sincero Europeismo.

Coloro che le scrivono, Sardi e non Sardi, linguisti e non linguisti,
accademici e non accademici si sono uniti per chiederle di firmare la legge
n.3366 sulle Minoranze Etniche e Linguistiche approvata definitivamente dal
Parlamento italiano in data 25 novembre 1999.Riconoscere e tutelare le
culture e lingue Sarde, Friulane, Occitane,Valdostane, Germaniche,
Franco-Provenzali, Slovene, Albanesi,Croate, presenti sul territorio dello
stato italiano non va contro la lingua italiana standard. La tutela delle
diversità, è segno di libertà, di apertura, di vera multiculturalità, di
sincero europeismo.
Questa tutela potrebbe rivelarsi molto utile anche per l'italiano, in un
prossimo futuro in cui l'allargamento dell'Unione Europea comporterà un uso
sempre più esteso dell'Inglese. Nel contesto europeo, gli stessi argomenti
da sempre usati contro le lingue regionali (i cosiddetti dialetti)
potrebbero benissimo essere usati contro le odierne lingue statali: la
produzione di cultura non omologata agli interessi del più forte comporta
sempre dei costi economici e resistenze psicologiche, ma il valore della sua
ricaduta sulla società è semplicemente incalcolabile.La invitiamo inoltre, a
promuovere nelle sedi opportune un dibattito
costruttivo per riconoscere anche altre lingue e culture come quella
Piemontese, Siciliana, Veneta, Napoletana, Emiliana, Romagnola,
Ligure,Lombarda. Queste lingue e culture sono già riconosciute da importanti
studi dell'Unesco (The Unesco Red Book of Endangered Languages 93-96) e da
diversi Consigli Regionali (Veneto, Piemonte, Emilia Romagna). Per i
linguisti la distinzione gerarchica, fra "lingua" e "dialetto" è solo una
invenzione delle vecchie burocrazie statali, legate ancora al concetto
romantico di Stato-Nazione.
Il mito dell'omogeneità linguistica dei popoli ha svolto una funzione
storica importantissima durante il secolo scorso. Questa pretesa omogeità
costituirebbe la base di una una nazione, la quale deriverebbe da questa il
diritto/dovere di fondare il proprio stato. In Europa, questo mito ha
portato alla costituzione di diversi stati fra quelli che oggi costituiscono
l' Unione Europea, Italia compresa. Mettere in discussione questo mito non
significa mettere in discussione l'unità di un stato. Al contrario,
riconoscere l'estenza della diversità linguistica significa aiutare lo stato
a rifondare il patto sociale fra i suoi cittadini su basi più realistiche e,
soprattutto, più democratiche. Il plurilinguismo è non solo una parte
fondamentale del nostro passato, ma anche un futuro inevitabile per tutta
l'umanità, e un futuro molto attraente: conoscere più lingue è una grande
ricchezza che molti di noi sono molto grati di possedere. Il plurilinguismo
è la miglior assicurazione contro l'intolleranza.

Con Stima e Rispetto

Nanni Falconi e Roberto Bolognesi

 

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© Angiol Verones 2001